domenica, 19 aprile 2009
author: velib @ 11:29
category: fichi secchi
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In tema di confessioni, devo dire che non nutro una forte simpatia per il giornale La Repubblica (meglio esser specifici, che di questi tempi non si sa mai!). Certo, la mia diffidenza è aumentata dal momento che, per motivi logistici, ho iniziato a leggerne il sito. Ottimo per esser informati sulla vita sessuale di Kate Moss e sulle ereditiere alberghiere, un po' meno per avere un'idea di cosa cavolo succede nel mondo.

 Comunque, Scalfari, per me, resta una delle abitudini della domenica mattina, insieme alla sveglia ritardata di qualche ora. Per questo - e perché mi sembra abbastanza corretto- ne cito un pezzo:

Reichlin ha scritto qualche anno fa un libro insieme a Miriam Mafai e a Vittorio Foa, che ha avuto molto successo ed è stato portato in teatro da Luca Ronconi. La domanda che quel libro si poneva era appunto perché un democratico è potuto diventare comunista e che cosa faranno i comunisti dopo che il comunismo è scomparso dalla scena politica del mondo.

Tra le risposte ce n'è una di Reichlin che riassumo così: il Pci ha certamente commesso molti errori, ha condiviso un'ideologia sbagliata, ha perfino coperto alcuni crimini, ma non è una realtà discesa sull'Italia come un meteorite. La domanda da porsi è dunque questa: perché la società italiana ha reso possibile la nascita d'un partito come il Pci, al quale si sono iscritti o per il quale hanno votato operai e borghesi, artigiani e contadini, marxisti e liberali, atei e credenti? Che al suo culmine ha quantitativamente raggiunto i voti della Democrazia Cristiana? Che Aldo Moro ha associato negli anni di piombo al governo del paese?

Questa domanda meriterebbe un'analisi seria. Almeno altrettanto seria quanto l'altra domanda speculare: perché la società italiana attuale ha reso possibile la nascita del berlusconismo e gli ha dato uno strapotere che somiglia sempre più ad un regime?

Con una differenza tra le due domande: ragionare sul Partito comunista sta diventando col passare degli anni materia per gli storici; ragionare sul berlusconismo è un tema maledettamente attuale e riguarda la politica e non ancora la storia.

mercoledì, 01 aprile 2009
author: velib @ 08:38
category: fichi secchi, confusa-mente
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Insomma, non proprio in bilico, ma piuttosto a peso morto.
Un po' perché non mi è chiaro il fatto che si parli tanto del 'socialdemocratico' Fini ed un po' meno dell'alleanza Lepenista al PPE (Magari, un giorno - per sbaglio- ci si ricorderà delle origini del nazional-socialismo). In parte, perché anch'io mi sento parte delle crisi che sono nell'aria, ma non per questo incentivo i consumi. Poi, un'altra piccola percentuale, riguarderebbe ll diverso concetto di dottorato tra l'Italia e la Francia, ma, insomma, d'interesse relativo.
Mi chiedevo, quindi, se la teoria della spazialità temporale fosse ancora valida, poi valicando le frontiere, mi sono rassegnata a darmi ragione. Mentre la Francia oublie les DOM-TOM, l'Italia chiede scusa della colonizzazione vendendo Mediaset. Mi chiedo cosa succederà quando vorrà porgere le sue scuse alla Tunisia per la permanenza di Craxi? O, ancora, quando si deciderà a chiedere scusa all'Italia?
venerdì, 13 febbraio 2009
author: velib @ 09:49
category: casa, pluie, confusa-mente
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E come in ogni raffreddore che si rispetti, ritorno furtivamente nei miei pensieri virtuali. Necessità di annotare, che temo sempre di perdere le mie idee ed il filo del discorso...
martedì, 13 gennaio 2009
author: velib @ 10:32
category: città, invisibili, ailleurs
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La tête est pleine Mais le coeur n'a pas assez
lunedì, 15 dicembre 2008
author: velib @ 17:19
category: città, invisibili, pluie
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 Giorni di pioggia e tanto asfalto. L'umidità mi resta dentro per giorni. Ed anche le pareti di casa cambiano i colori agli angoli del soffitto.

 Le mani sudano e scivolano su quei pensieri che a volte ritornano, ma che il più delle volte dimentico. E dimentico perchè decisi d'intraprendere una strada non mia, pur di seguire i suoi passi. Ma non dimentico gli odori delle città che ho amato, gli cambio solamente il sapore affinché la memoria sia più lieve.

 

venerdì, 21 novembre 2008
author: velib @ 14:17
category: pedalare
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No, è che ci sono i nuvoloni e fa freddo. Poi io c'ho un'età, non posso andare a protestare con la sorellina come se niente fosse, che poi mi viene la febbre. Insomma, dopo momenti catartici passati dinnanzi alla televisione, a boicottare i programmi proposti dal tubo, ma ad abusare dei telefilmici DVD della coinquilina, a seguire soap opera in scena sui blogs e a deliziarmi con Berlusconi che fa cucù alla Cancelliera tedesca...insomma, il rifugio sulle mie pagine virtuali è diventato necessario. Anche perché, mettendo nero su bianco, con intorno delle ciliegine, rifletto meglio sul cosa fare da qui a una settimana. L'idea di andare in Francia mi diletta più per testimoniare il mio cervello in fuga su la Repubblica online, che per seguire effettivamente il dottorato. Certo, è pur sempre una soddisfazione poter annunciare la prossima venuta di Baffone, mentre "quellili'" eccedono in speculazioni esistenzialiste, ma io non ho mai apprezzato Sartre, ancor meno quelli che non l'hanno letto e lo citano a sproposito. Si consideri, inoltre, che io lavoro...no, lavorerei sulla Siria e non sul paese delle baguette! Anche se capisco la difficoltà - loro - di comprendere che il mondo arabo, cosi come i DOM TOM e parte dell'Africa, non sono la Francia. Tuttavia, l'ipotesi di godermi le mezze stagioni francesi, i film, le biblioteche, il burro salato e soprattutto l'assenza di berlusconiani, son cose che fan pendere la mia decisione verso la scuola provenzale. No, davvero, trovarmi in una situazione in cui potrei - in maniera potenziale, perché poi so che non lo farei comunque - disinteressarmi della politica italiana, evitando persino quella deriva di principio di simpatia nei confronti di di pietro, son cose che mi fan pensare. Poi, se a questo s'aggiunge la possibilità di periodo spendibile e finanziabile all'estero ( o meglio, in Siria), mi strofino anche le mani. Giubilo, poi, all'idea di trovare lavoro..è solo che sapere che valutare i miei prossimi anni su calcoli aritmetici, cercando di costringermi a pensare all'Italia come un fantasma( perché comunque sarebbe maglio cosi, che tanto non posso protestare a vita contro un sistema totalmente radicato nella gente), insomma, mi deprimo un po'...e di nuovo play!
lunedì, 10 novembre 2008
author: velib @ 14:55
category: casa, pedalare
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...su ondaaa!
mercoledì, 15 ottobre 2008
author: velib @ 13:12
category: gomorra, ailleurs
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"ANDRO' via dall'Italia, almeno per un periodo e poi si vedrà...Penso di aver diritto a una pausa. Ho pensato, in questo tempo, che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea, non fosse soprattutto intelligente. Ho creduto che fosse assai stupido - oltre che indecente - rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive, per quel che è nella più intima delle fibre ma, in questo momento, non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo, come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. 'Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l'odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri - oggi qui, domani lontano duecento chilometri - spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me". R. S.
domenica, 12 ottobre 2008
author: velib @ 12:24
category: ailleurs
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Nel mentre che internet mi abbandonava ho ritorvato una vecchia foto.

 

giovedì, 25 settembre 2008
author: velib @ 20:50
category: pedalare, in causa
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...che non sarà ad Honoris, ma sicuramente in causa!

 

I festeggiamenti ricordano i festival teutonici, ma inizio a sentire l'odore di lillà! No, non è un effetto dell'abuso di alcool, ma d'invitanti lettere provenienti dall'altro lato delle alpi. Fortunatamente disponiamo di biciclette e di treni, che altrimenti l'alitalia...